C'era una volta un mondo senza parole. Quando uno entrava nei bar affollati, trovava un muro di silenzio. La gente apriva la bocca solo per nutrirsi e baciarsi. Era un mondo senza gridi di rabbia, domande noiose come "Dove il bagno?," e dibattiti politici che arrivavano fino a mezzanotte.  La gente non si raccontava la historia con la lingua e la gola. Ma questo non era la cosa più strana: la gente si mirava in faccia.

Era una società piene di conversazioni. La gente si parlava continuamente. Al bar si raccontavano delle sue memorie di nascita, da cosa pensavano della filosofia delle ragnatele, il ballo dei pipistrelli nella notte, e quanto tutti si volevano bene. Non dovevano usare la faccia, la bocca, gli occhi, per dirsi tutte le cose più importanti della vita. Perché in questo mondo, comunicare era una collaborazione

Ogni persona creava una parte di un gran pensiero, un pensiero unico. L'individuo contribuiva un scintillio di colori, sogni, saggezza, e esperienze a un gran fiume, un gran conversazione universale. Facciamo un esempio. Parlando di volpe, Carlo porto un ricordo di una volpe che aveva trovato per strada andando a scuola. Margherita invece porto un sogno d'una volpe ballando sulla luna, Luciano una canzone sulle volpe con calzini gialli, e Anna della teoria di come l'essere umano fu creato da una volpe sotto l'Himalaya.

Quindi, questo voleva dire che questo era un mondo toletarista? Al contrario, era un mondo in che il tempo scorreva in forma di una gran ciambella. Tutto viaggiava in un'infinità di curvi alla quinta potenza, ossia in circoli sferali. Questo voleva dire che ogni pensiero già era stato pensato, ma di una forma un po diversa. Così le pensieri degli altri arrivavano nella testa e si mischiavano con i sogni individuali. Poi, uno lasciava il nuovo pensiero nella zuppa pensosa dell'universo, e quel pensiero si combinava con tutte le altre pensieri di tutti gli esseri parlanti.

Perché non solo si parlano gli scimmiette che camminano su due zampe. Tutto l'universo sta in continua conversazione. I pompieri parlano con gli ippopotami, e i lupi parlano con il mare. Tutte le molecole del nostro corpo parlano con altre molecole, e tutti pensano insieme. Siamo infatti, solo un gran pensiero, una materia che sta continuamento sopensando. Siamo bolle di energia quantica metafisica che stanno continuamento chiacchierando.

Ma di cosa? La risposta è semplice: Di tutte le cose che una non pensa che sta pensando, ma che pensa in continuazione. Di tutto e di niente, ossia del melodramma infinito delle stelle.


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